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ASIA/INDONESIA - Nel Ramadan, invito a tutelare la "diversità culturale e religiosa" e la Pancasila

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Posted on: 06/06/18
Giacarta - Leader di diverse religioni, riuniti in occasione del mese sacro islamico del Ramadan, hanno espresso il desiderio di tutelare la "diversità culturale e religiosa in Indonesia", il più grande paese musulmano del mondo. Come appreso dall'Agenzia Fides, leader e fedeli di diversi background religiosi e culturali - musulmani, cristiani e buddisti - si sono riuniti per rompere insieme il digiuno nella Cattedrale di Giacarta, nella capitale, il 1° giugno scorso, in un evento che voleva commemorare la "Pancasila" per rafforzare la solidarietà tra le varie comunità indonesiane. Ideologia ufficiale di stato, la Pancasila viene celebrata il 1° giugno di ogni anno. Il primo dei cinque principi della Pancasila è "credere in un unico Dio": ogni cittadino indonesiano ha il diritto di praticare la religione o la fede che sceglie, sebbene lo stato riconosca ufficialmente l'Islam, il protestantesimo, il cattolicesimo, il buddismo, l'induismo e il confucianesimo. Rappresentanti di varie comunità e gruppi come "Nahdlatul Ulama", la più grande organizzazione musulmana del paese, e "Pustaka Bergerak", un gruppo che fornisce una rete di biblioteche mobili, erano presenti nella Cattedrale per l'iftar, tradizionale cena che interrompe il digiuno.
I leader dei gruppi rappresentati hanno detto che il raduno intendeva mostrare solidarietà dopo gli attacchi terroristici avvenuti a Surabaya, a Giava Orientale, il mese scorso, che hanno causato la morte di almeno 23 persone. "Siamo rimasti scioccati dall'ultimo terrorismo a Surabaya, ma con questo incontro stiamo rivitalizzando uno spirito di solidarietà", ha affermato a Fides padre Hani Rudi Hartoko, parroco della cattedrale di Giacarta.
Era presente anche Alissa Wahid, la figlia maggiore del quarto presidente indonesiano, Abdurrahman "Gus Dur" Wahid. "Questo evento è stato ideato dopo gli attacchi di Surabaya. Questo incontro vuole mostrare che la Pancasila rimane forte", ha ribadito. La polizia ha confermato che gli attacchi di Surabaya sono stati effettuati da membri del gruppo di ispirazione islamica dello stato Jemaah Ansharut Daulah .
"I terroristi andranno tutti all'inferno. Non è vero che entreranno in Paradiso dopo aver ucciso persone innocenti", ha detto James Smith Carrington, noto come Ustaz James, membro di Nahdlatul Ulama e "Majelis Ulama Indonesia". James ha spiegato che l'Islam ha sempre rispettato la diversità, in linea con la Pancasila, ribadendo che il raduno si è svolto per confermare questo valore. "L'Indonesia sta vivendo un'emergenza per l' intolleranza: tutti credono di avere ragione, mentre iniziano a incolpare tutti gli altri, contraddicendo ciò che è accaduto in passato con il Profeta Muhammad e la Carta di Medina" ha detto James.
La Carta di Medina è un accordo stabilito nella città di Medina nel VII secolo quando il profeta Maometto accolse persone di altre fedi, come ebrei e cristiani, perchè praticassero liberamente le loro religioni nel territorio islamico.
In un altro incontro interreligioso, tenutosi presso la Facoltà di Teologia dell'Università Gesuita "Sanata Dharma", nella città di Yogyakarta, il prof. Sumanto al Qurtuby, docente musulmano di antropologia culturale, ha incoraggiato tutti a tutelare la diversità della nazione, notando che il crescente radicalismo in Indonesia è dovuto a un'interpretazione errata degli insegnamenti islamici, a una mancanza di conoscenza e a un fraintendimento della cultura, della politica e della società araba. "L'Indonesia è la nostra casa comune, e sta a noi prendercene cura tutti insieme", ha detto Sumanto, docente anche alla King Fahd University di Dhahran, in Arabia Saudita. L'evento è stato anche sostenuto da "Banser", l'ala giovanile di Nahdlatul Ulama.
"Siamo preoccupati per l'attuale situazione politica in Indonesia che si sta surriscaldando in vista delle elezioni. Ci sono partiti che cercano di politicizzare la nostra diversità polarizzando la società e alzando barriere tra le comunità", ha aggiunto Christ Amadea Esti, rappresentante del gruppo "Chattra kebaya", che promuove la difesa della cultura e delle tradizioni indonesiane.
L'Indonesia è il paese musulmano più popoloso del mondo con oltre l'82% delle circa 260.500.000 persone che seguono l'Islam. Circa il 10% della popolazione è cristiana.

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