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AFRICA/CONGO RD - I Vescovi minacciano di sporgere denuncia contro il sindaco di un comune di Kinshasa

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Posted on: 06/06/18
Kinshasa - La Conferenza Episcopale Nazionale del Congo protesta contro quella che definisce una “violazione di domicilio” commessa dal sindaco del comune di Gombe, che ha strappato di persona alcuni striscioni del Consiglio dell’Apostolato dei Laici Cattolici del Congo appesi nel recinto del centro interdiocesano di Kinshasa, sui quali vi erano scritte contro un terzo mandato presidenziale del Presidente Joseph Kabila.
Il fatto è accaduto nel pomeriggio del 2 giugno, quando Dolly Makambo, sindaco di Gombe, un quartiere di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, accompagnato da una guardia, ha fatto irruzione nel centro diocesano ed ha strappato i due striscioni, visibili secondo lui dalla strada. Le iscrizioni sugli striscioni erano: "Nessun terzo mandato per il Presidente della Repubblica" e "Nessuna revisione della Costituzione", due punti chiave dell'accordo del 31 dicembre 2016, patrocinati dai Vescovi.
P. Donatien Nsholé, Segretario generale della CENCO, non nasconde la sua indignazione: "Il poliziotto armato ha minacciato di sparare alla nostra guardia che non aveva altra scelta che farsi da parte. È una flagrante violazione di domicilio, e una violenza commessa da parte di un funzionario” ha detto p. Nsholé, che ha annunciato azioni legali se il sindaco non porgerà le sue scuse “al popolo congolese.
Il sindaco ha replicato: “a me, prima di tutto, non interessa cosa ci sia scritto sopra. Dico che tutto ciò che è pubblicità o propaganda richiede un'autorizzazione dalla città o dal comune. Anche i musicisti che pubblicano i loro annunci pubblicitari a Gombe senza permesso, se li vedono strappare via”.
L’episodio è solo l’ultimo di una serie di provocazioni contro la Chiesa e le associazioni del laicato cattolico che chiedono il rispetto della Costituzione e degli accordi del 31 dicembre 2016.


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