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AFRICA/BURKINA FASO - Sulle onde di Radio Sahel, il Vangelo giunge a poveri e analfabeti

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Posted on: 03/18/18
Ouagadougou - In Burkina Faso l'annuncio del Vangelo viaggia in modulazione di frequenza. In un paese in cui la cultura orale è ancora molto forte e, allo stesso tempo, la maggior parte della gente è analfabeta, la radio è lo strumento migliore per comunicare con la popolazione, soprattutto quella che vive nelle aree rurali. Per questo motivo, come appreso dall'Agenzia Fides, la diocesi di Ouahigouya, nel nord del Burkina Faso, ha deciso di rilanciare la radio "Notre Dame du Sahel", potenziandola e aumentandone il raggio d’azione. Uno sforzo che ha deciso di compiere insieme ai Gesuiti dell’Africa occidentale.
L'emittente "Notre Dame du Sahel" è stata fondata il 1° novembre 1997. Allora la diocesi aveva deciso di creare uno strumento di comunicazione per annunciare il Vangelo e aiutare i fedeli a crescere sul piano spirituale e morale. "La radio – spiega a Fides p.Victor Ouedrago, responsabile del Centro di comunicazione diocesano - è un potente mezzo di evangelizzazione e di educazione religiosa. Ritrasmette quotidianamente la santa messa per coloro che non hanno l’opportunità di frequentare la chiesa. Insegna ai cristiani la Bibbia, la dottrina sociale della Chiesa, la catechesi, la preghiera".
La radio è anche uno strumento per tessere rapporti tra persone di etnia e di fede diversa. "Attraverso la radio – continua – si crea anche un legame tra le popolazioni e le fa diventare membri della stessa famiglia indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa o culturale. Grazie ad essa, abbiamo raggruppato cattolici, protestanti, musulmani in uno stesso gruppo attraverso i club di ascolto e dialogo".
E' un ruolo importante in una regione, quella saheliana, che, negli ultimi anni, è stata scossa dal terrorismo jihadista che ha incrinato le buone relazioni tra le diverse comunità. "Nella nostra regione – osserva p. Victor Ouedrago - i musulmani sono circa l’80% della popolazione, i cattolici sono solo l’8%. Creare buone relazioni è un fatto naturale. Noi lavoriamo anche per il risveglio della coscienza dei cittadini, la cultura della democrazia, la promozione e il rispetto dei diritti umani, in particolare per le donne e i bambini, spesso vittime di numerosi abusi. Cerchiamo di creare una cultura del rispetto in un Paese che sta cercando di darsi un assetto democratico dopo anni di dittatura".
Nel tempo "Notre Dame du Sahel" si è strutturata. Oggi ci lavorano 15 persone. Sono musulmani, cristiani , animisti. La radio per il momento non copre l’intero territorio diocesano, ma solo la metà . Si è così deciso di estendere il segnale a tutto il territorio, raggiungendo e superando la frontiera del Mali. Per questo motivo, la diocesi ha chiesto il sostegno dei gesuiti dell’Africa occidentale che hanno un’esperienza consolidata nella gestione dei media. "In prospettiva - conclude il responsabile diocesano - oltre alla radio, vogliamo utilizzare altri canali di comunicazione come audiovisivi, stampa, internet, social network, per raggiungere il maggior numero di persone. Puntiamo a una comunicazione integrata che utilizza tutti i possibili canali di comunicazione per l’evangelizzazione e le campagne di sensibilizzazione. La nostra ambizione è realizzare un centro multimediale capace di accogliere le persone per varie formazioni".

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